Rimedi casalinghi

Togliere il calcare da rubinetti, doccia, lavatrice, ferro da stiro, bollitore

Togliere il calcare già depositato

Il calcare già formato si toglie con un acido debole, non con la forza meccanica. La chimica è semplice: il carbonato di calcio (CaCO3) reagisce con acidi a pH 2-4 liberando anidride carbonica e tornando in soluzione. Tre acidi domestici lo fanno: acido citrico in polvere alimentare (3-5 €/kg, inodore, biodegradabile), aceto bianco (concentrazione 6-8%), e i detergenti commerciali a base di miscele di acidi organici (Viakal, Cif anticalcare, Fila Deterdek).

Diluizioni e tempi cambiano per superficie. I rubinetti cromati lucidi reggono bene 3-5 minuti di Viakal puro o acido citrico al 10%. Le finiture PVD nere o dorate non reggono acidi prolungati: solo acqua tiepida e microfibra. Il marmo e le pietre naturali calcaree si sciolgono con qualsiasi acido: mai usarli, sapone neutro e pazienza. La resina dei piatti doccia moderni si opacizza con esposizioni acide prolungate: trattamenti brevi e diluiti.

Sugli elettrodomestici, la decalcificazione fai-da-te con acido citrico in polvere alimentare costa 1-2 € a ciclo e funziona perfettamente per lavatrice, lavastoviglie, bollitore e macchina del caffè. I prodotti commerciali in bustina monodose (Calfort, Calgon, decalcificanti ufficiali) contengono la stessa molecola con additivi a un costo per ciclo 5-10 volte superiore: comodità di dosaggio, niente di più.

La regola che vale per tutto: gli acidi sciolgono il calcare, gli alcalini (bicarbonato) no. Il bicarbonato è un buon detergente per altri sporchi ma sul calcare è inefficace. La confusione popolare deriva dal fatto che bicarbonato + aceto fanno schiuma (anidride carbonica), ma è una reazione di neutralizzazione che cancella l'effetto di entrambi.

In questa sezione, le guide pratiche per ogni superficie e ogni elettrodomestico che si incontra in casa, con diluizioni, tempi di contatto e gli errori che danneggiano le finiture.

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