La durezza dell'acqua in Liguria va letta lungo una fascia stretta fra rilievi e mare. I bacini di alimentazione sono spesso vicini alla costa, con corsi d'acqua brevi e sorgenti che entrano nella rete dopo percorsi diversi rispetto alle grandi falde di pianura. Per questo la Liguria risulta, nei dati disponibili, tendenzialmente meno calcarea di molte regioni padane: Genova è a 15 °f, La Spezia a 18 °f e Savona a 22 °f. Sono tutte medie nella fascia dolce o mediamente dura, non un valore uniforme per l'intera costa. La durezza non dice se l'acqua è sicura da bere: serve a stimare quanto calcio e magnesio possono depositarsi quando l'acqua viene riscaldata.
La tabella delle province
| Città | Durezza media (°f) | Gestore | Classificazione |
|---|---|---|---|
| Genova | 15 | Iren Acqua | Mediamente dura |
| La Spezia | 18 | Acam Acque | Mediamente dura |
| Savona | 22 | Acque Pubbliche Savona | Mediamente dura |
Sono incluse soltanto le città liguri presenti nei dati del sito. Per Imperia e per i comuni non elencati non è corretto estendere una media costiera o attribuire numeri: la fonte effettiva e il gestore locale sono ciò che determina il valore al rubinetto.
Genova e i bacini di costa: il confine dei 15 °f
Genova è servita da Iren Acqua e ha una media di 15 °f, con intervallo disponibile da 12 a 20 °f. La soglia conta: sotto 15 °f l'acqua è dolce; da 15 a 25 °f è mediamente dura; da 25 a 35 °f è dura; oltre 35 °f è molto dura. Genova sta quindi esattamente al passaggio fra acqua dolce e mediamente dura. Non occorre trattarla come un'acqua molto calcarea, ma non è neppure utile fissare lavastoviglie e lavatrice sulla posizione minima senza una misura reale.
Per approfondire le fonti e le informazioni del gestore, vedi Iren acqua: durezza a Genova ed Emilia. La variabilità 12-20 °f spiega perché due abitazioni servite in momenti diversi dalla rete possano notare aloni diversi sui bicchieri o nella doccia. La verifica va fatta sull'acqua fredda, dopo averla lasciata scorrere brevemente, e non su un campione rimasto ore in un bollitore.
Nella caldaia, anche una durezza moderata richiede la manutenzione indicata dal produttore. La UNI 8065 riguarda il trattamento dell'acqua negli impianti termici; il professionista valuta l'acqua di riempimento e le condizioni dell'apparecchio. Se compare un difetto, un filtro meccanico non risolve il calcare disciolto e un dispositivo magnetico non è un addolcitore. La pagina calcare nella caldaia distingue i controlli utili dalle scorciatoie.
Da La Spezia a Savona: dosaggi corretti, non eccessivi
La Spezia ha una media di 18 °f, fra 14 e 22 °f nei dati disponibili; Savona ha 22 °f, fra 18 e 26 °f. Entrambe restano mediamente dure come media cittadina. Nei punti più alti dell'intervallo può essere normale vedere un velo bianco su rubinetti e vetri, soprattutto se l'acqua asciuga senza essere rimossa. Non significa che serva cambiare impianto: asciugare le superfici e usare una pulizia delicata e compatibile con il materiale riduce i depositi senza rovinare cromature e guarnizioni.
Lavatrice e lavastoviglie vanno impostate nel livello per acqua mediamente dura indicato dal loro manuale. Nella lavastoviglie il sale rigenerante è utile se previsto dalla macchina, ma una regolazione troppo alta comporta rigenerazioni più frequenti. Nella lavatrice, il detersivo va dosato secondo la colonna “acqua mediamente dura” dell'etichetta: aumentare la dose per eliminare il calcare è inefficace. Per la pulizia periodica, consulta come togliere il calcare dalla lavastoviglie.
Perché l'addolcitore serve raramente
Con medie fra 15 e 22 °f e nessuna città disponibile sopra 25 °f, un addolcitore centralizzato è raramente la prima risposta in Liguria. Ha un impatto su spazio, scarico, consumo di sale e manutenzione; sarebbe sproporzionato se il problema è un leggero alone sulla doccia. Prima si controllano la durezza effettiva, la regolazione degli apparecchi e lo stato della caldaia.
Può servire un accertamento tecnico se una misura ripetuta al rubinetto è molto diversa dal dato cittadino, se l'impianto condominiale ha esigenze specifiche o se la caldaia segnala anomalie. La qualità dell'acqua potabile è disciplinata dal D.Lgs. 18/2023: la durezza è un parametro di gestione domestica e non una diagnosi di non potabilità. Per bere, non esistono ragioni tecniche per scegliere un trattamento solo perché l'acqua è a 15-22 °f.
Nei palazzi con autoclave o produzione centralizzata di acqua calda, il controllo va fatto nel punto che alimenta l'impianto, non soltanto nel lavabo di un appartamento. Il manutentore può confrontare la misura con la documentazione della centrale e con le prescrizioni del costruttore. Per gli usi quotidiani, invece, non è necessario inseguire un valore perfetto: una durezza moderata si gestisce con sale della lavastoviglie, dosaggi coerenti e pulizia delle superfici dopo l'uso.
Prima di comprare filtri o apparecchi, verifica il tuo comune su tabella durezza acqua comuni e confronta le località sulla mappa della durezza dell'acqua. Il dato locale, unito alle istruzioni del produttore della caldaia e degli elettrodomestici, è la base più affidabile per decidere.