La durezza dell'acqua nelle Marche è legata alla dorsale appenninica e alle rocce carbonatiche che caratterizzano molte aree interne. Attraversando calcari e formazioni affini, l'acqua può acquisire calcio e magnesio; una volta scaldata in caldaia o in lavastoviglie, questi sali favoriscono la formazione del calcare. Nei dati disponibili Pesaro è a 24 °f, Ancona a 26 °f e Macerata a 28 °f. La regione passa quindi dalla fascia mediamente dura a quella dura già fra i capoluoghi riportati. È una differenza pratica, non solo descrittiva: sopra 25 °f cambia la convenienza di protezioni mirate e di un eventuale addolcitore.

La tabella delle province

CittàDurezza media (°f)GestoreClassificazione
Ancona26MultiserviziDura
Pesaro24Marche MultiserviziMediamente dura
Macerata28APMDura

La tabella usa esclusivamente i dati disponibili per le città elencate. Non attribuisce numeri a Fermo, Ascoli Piceno o ai comuni dell'entroterra privi di rilevazione nel database: la geologia orienta il quadro, ma non autorizza a inventare una durezza di rubinetto.

Dalla dorsale alla costa: perché il valore non è uniforme

Le Marche non hanno un solo acquedotto né un'unica sorgente. Le fonti di montagna, le falde e le miscele distribuite nella fascia costiera possono cambiare il contenuto minerale da una zona all'altra. La classificazione UNI 8065 aiuta a leggere il risultato: sotto 15 °f l'acqua è dolce, da 15 a 25 °f mediamente dura, da 25 a 35 °f dura, oltre 35 °f molto dura. Pesaro, con media 24 °f e intervallo 20-28 °f, si trova al limite superiore della fascia mediamente dura; perciò un test locale è più utile di una regola fissata su scala provinciale.

In una casa a 20-24 °f si parte da regolazioni adeguate. La lavatrice richiede la dose di detersivo per acqua mediamente dura riportata in etichetta. In lavastoviglie, la durezza impostata serve a calcolare le rigenerazioni della resina interna: una regolazione troppo bassa lascia aloni, una eccessiva aumenta il consumo di sale. Per la manutenzione periodica, vedi come togliere il calcare dalla lavastoviglie. Non usare un anticalcare magnetico come se eliminasse i sali: non abbassa la durezza misurabile.

Ancona e Macerata: la soglia oltre 25 °f

Ancona è servita da Multiservizi e ha una media di 26 °f, con intervallo 22-30 °f. Macerata, servita da APM, è a 28 °f, con intervallo 24-32 °f. Entrambe ricadono nella fascia dura come valore medio. Questo non descrive ogni appartamento allo stesso modo, ma segnala che il calcare va considerato nella manutenzione di caldaia, bollitore, macchina da caffè e lavastoviglie.

Se la misura al rubinetto conferma valori oltre 25 °f, un addolcitore acqua a resine può essere appropriato per l'acqua tecnica di tutta la casa. Va scelto in base a durezza, consumo e persone servite, con scarico per le rigenerazioni e rifornimento di sale. Una caraffa o un filtro da sottolavello rispondono a esigenze diverse e non proteggono lo scambiatore della caldaia. L'installazione deve essere valutata da un professionista abilitato secondo D.M. 37/2008.

Per chi rimanda l'addolcitore, è utile evitare due estremi: ignorare le incrostazioni fino al guasto e usare trattamenti casuali. Il controllo annuale della caldaia, previsto dal piano di manutenzione, permette di individuare perdite di efficienza e depositi. Un dosatore di polifosfati può essere previsto per l'acqua sanitaria, ma non trasforma acqua dura in dolce e non sostituisce il trattamento dell'impianto. La pagina su calcare e caldaia chiarisce la differenza.

Decisioni domestiche proporzionate

La durezza è un parametro tecnico, non un giudizio sulla potabilità. Il D.Lgs. 18/2023 disciplina la qualità dell'acqua destinata al consumo umano: un valore di 26 o 28 °f indica soprattutto quanto sarà probabile il deposito di calcare se l'acqua viene scaldata. Per bere, non è necessario scegliere un trattamento solo per questi numeri; per gli impianti, invece, conta la compatibilità con il costruttore e la UNI 8065.

Nei comuni che misurano sotto 25 °f, la soluzione conservativa è impostare bene gli apparecchi, pulire le superfici dopo l'uso e fare manutenzione ordinaria. Se il valore è stabilmente sopra 25 °f, si valuta l'addolcitore, senza però impostarlo su una media presa da una città diversa. Un test a gocce eseguito sull'acqua fredda, dopo breve scorrimento, offre un punto di partenza affidabile.

Per le reti condominiali la valutazione cambia scala: l'acqua che entra nella centrale termica può non coincidere con quella misurata dopo un lungo tratto di impianto interno. Amministratore e manutentore devono verificare l'apparecchio e le sue prescrizioni prima di aggiungere un trattamento. In un appartamento, la comparsa di calcare non va confusa con una scarsa qualità potabile: bollitore e soffione sono semplici indicatori di deposito, utili per programmare una pulizia ma non per diagnosticare la rete.

Verifica il tuo comune su tabella durezza acqua comuni e usa la mappa della durezza dell'acqua per confrontare le località disponibili. Se il dato della rete e il test domestico divergono, registra data e punto di prelievo e chiedi informazioni al gestore prima di acquistare un impianto.